domenica 3 aprile 2011

Tutto in 47 secondi...


Doveva essere il derby dei grandi ex, Leonardo da una parte, Ibrahimovic dall'altra; sono mancati entrambi, lo svedese per squalifica, l'altro perchè cancellato dagli ex-amici e ora rivali. Doveva essere il derby che consacrava la "remuntada" interista iniziata a gennaio, della svolta decisiva del campionato; invece, ha ribadito con forza inattesa la leadership della capolista, il Milan.
Il derby che tutti aspettavano come resa dei conti di un'intera stagione è virtualmente finito dopo 47 secondi: il tempo di vedere il gol di Pato che ha sbloccato e, forse, indirizzato la partita verso la sponda rossonera di Milano. Non che il resto della partita sia stato un dominio milanista: nel primo tempo l'Inter ha avuto almeno 3 nitide palle gol, due sventate da un grande Abbiati (soprattutto la seconda, con un riflesso degno di un grande portiere); la terza mangiata da Eto'o, uno degli indiscussi trascinatori del ritorno interista, che come nell'altra, sentitissima sfida, contro la Juventus, si è trasformato da leone d'Africa in agnellino. Il secondo tempo, condizionato dall'espulsione di Chivu, è stato un monologo e una consacrazione della capolista, che ha segnato 2 gol e ne ha mangiati altri (se Robinho si decidesse ogni tanto a buttarla dentro dopo i suoi mille giochetti...), rendendo memorabile l'umiliazione per il tanto odiato ex Leonardo. Il brasiliano conferma il suo scarsissimo feeling con il derby da allenatore: l'anno scorso li ha persi entrambi (0-4 e 2-0), inchinandosi a colui che tanto dice di voler seguire come piano tattico, ovvero Josè Mourinho.
Una cosa è sicura: pur schierando lo stesso schema tattico del maestro, il 4-2-3-1, l'allievo ha ancora molta strada da fare per ottenere i medesimi risultati. La vittoria di Max Allegri è stata proprio lì, nella tattica iniziale e nell'equilibrio in mezzo al campo. Tre energici mediani e un Seedorf molto ispirato (come spesso gli capita nelle gare che conta) hanno sovrastato Cambiasso e Motta e quasi cancellato Sneijder, togliendo i rifornimenti per le punte interiste che, a parte le occasioni citate, non hanno reso come sperato. L'attacco milanista, privo della fisicità e della possenza di Ibra, ha riscoperto la velocità e la fantasia dei brasiliani Pato e Robinho, mettendo in crisi la difesa interista troppo statica e mal protetta dal resto della squadra, troppo sbilanciata avanti. L'unica nota negativa nel Milan è ancora una volta Cassano, che è riuscito a farsi ricordare non per il rigore segnato ma per la stupida espulsione rimediata nel recupero di una partita già chiusa. Nonostante le mille promesse, il barese non sembra davvero intenzionato a mettere la testa a posto e chiudere definitivamente l'era delle "cassanate".
Certo, si può dubitare che avremmo assistito allo stesso derby se in quei 47 secondi iniziali non fosse arrivato il primo gol, ma il calcio è anche questo: una partita è attesa per settimane, mesi, preparata in ogni dettaglio, e poi basta meno di un minuto per cambiarla e deciderla.

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